Ultima modifica: 14 Marzo 2019

Venerdì per il Futuro

 

“Venerdì per il Futuro” Greta Thunberg e lo sciopero degli studenti per il clima

La storia della sedicenne svedese che ha ispirato il nuovo movimento degli studenti per chiedere ai governi politiche più serie contro il riscaldamento globale. Gli alunni del “Taddeo da Sessa” nei Tre Plessi, Florimonte, Da Vinci e Taddeo, il 15 marzo parteciperanno alla manifestazione  assistendo a proiezioni sulle tematiche Ambientali.

Il 15 marzo decine di migliaia di studenti in diverse parti del mondo parteciperanno al “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), una manifestazione organizzata per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Gli scioperi degli studenti per l’ambiente sono organizzati periodicamente (in alcuni casi ogni settimana), ma quello di domani dovrebbe essere uno dei più grandi, grazie al sostegno di diverse associazioni ambientaliste che hanno deciso di dare una mano per organizzare manifestazioni coordinate e in più paesi del mondo.

L’idea del “Venerdì per il futuro” è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg,

una studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco. Il 20 agosto del 2018, Thunberg decise di non presentarsi più a scuola fino al 9 settembre seguente, giorno delle elezioni politiche, chiedendo al governo di occuparsi più seriamente del cambiamento climatico, adottando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica (tra i principali gas serra). La protesta era nata in seguito a un’estate particolarmente calda in Svezia, che aveva portato a numerosi ed estesi incendi nel paese.

Invece di andare a scuola, ogni giorno Thunberg si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese a Stoccolma portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche, Thunberg tornò a scuola, assentandosi comunque di venerdì per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento.

 

 

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